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Progetto di ricerca

L'attività di tutela del patrimonio artistico in Friuli durante la prima guerra mondiale

Durante il primo conflitto mondiale i monumenti e gli oggetti d’arte anche in Friuli furono oggetto di una capillare azione di tutela. Si tratta di un aspetto del conflitto che per l’ampio territorio dell’allora provincia di Udine – comprendente anche quella di Pordenone – rimane ancora poco noto.

Oggetto di ricomposizione storica a partire solo dagli anni più recenti, si tratta di un argomento di grande interesse e che per il Friuli presenta due momenti distinti.

Al momento dell’ingresso in guerra, la Soprintendenza e l’esercito italiano da subito lavorarono alacremente soprattutto nell’area montana della provincia con lo scopo di allontanare dal Friuli il patrimonio di dipinti, altari lignei, oreficeria sacra apparenti alle chiese del territorio, oltre che ai musei di Udine e Cividale.

Non meno importante fu l’azione di tutela svolta in Friuli durante l’anno di occupazione dopo la sconfitta di Caporetto (1917-1918). Gli eserciti austro-ungarico e tedesco istituiscono infatti due commissioni di protezione del patrimonio artistico a direzione delle quali vengono posti alcuni tra gli storici dell’arte al tempo più riconosciuti.

La mostra intende presentare attraverso una serie di esempi la capillarità dell’azione di protezione del patrimonio d’arte in Friuli messa in opera durante la grande guerra, dalla pianura alla montagna, dal Natisone al Tagliamento; prima da parte delle autorità italiane, poi ad opera degli storici dell'arte che compongono le due commissioni istitute dagli eserciti occupanti, le Kunstshutzgruppen.

Progetto finanziato dalla Regione Autonama Friuli Venezia Giulia (L.R. n. 16/2014 art. 27)

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