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Mossa

Luogo:
Mossa
Titolo:
Chiesa della Madonna del Prevale
Data:
29 aprile 1964
Formato:
90 x 140 mm
tecnica fotografica:
Gelatina ai sali d'argento
Descrizione:
La fotografia mostra come la venerata chiesa della Madonna del Prevale si presentava ancora metà degli anni sessanta. Giuseppe Marchetti dell'edificio scrive: "La tradizione locale attribuisce alta antichità ad una chiesa che sarebbe stata dedicata a S. Marco e appartenente ai Conti della Torre (e con tale titolo ancora la indica). L’attuale costruzione pare eretta dal barone Agostino Codelli nella metà del 700; demolita nella prima guerra mondiale fu parzialmente ricostruita con arbitrî d’ogni sorta nel periodo interbellico. Ora è in piedi il coro settecentesco parzialmente murato sul davanti; dei muri perimetrali dell’abside resta la parte inferiore (circa due metri d’altezza, con le basi e parte delle lesene); della facciata e dei suoi elementi resta la parte inferiore, coperta o coronata con tettucci di tegole a capriccio. Un tetto ad un solo spiovente attaccato all’attuale facciata (cioè al muro dell’arco trionfale) si protende coprendo un breve tratto dell’aula. A finimento del muro del coro che ora appare facciata, è stata costruita una bifora campanaria di aspetto vagamente quattrocentesco; e sopra la residua parte della vecchia facciata un’altra specie di grossa monofora campanaria. La costruzione attuale, cioè il presbiterio superstite dell’antica chiesa, ha una pianta di rettangolo con gli angoli posteriori fortemente smussati, cioè in pratica ridotto a poligono; due finestre semicircolari sui fianchi destro e sinistro e una simile sul lato frontale, cioè sul muro dell’arco trionfale. Sulla destra dell’ex aula è stata costruita una sacrestia con due coppie di finestre rettangolari sul lato destro e una finestra sul lato posteriore. La muratura è in pietra sommariamente squadrata, quasi tutta intonacata; la copertura, dove c’è, è in coppi". In G. Marchetti, "Le Chiesette votive del Friuli", a cura di G.C. Menis, Udine 1972, p. 239, n. 63.
Note:
La chiesa, in stato di abbandono dalla seconda guerra mondiale al 1990, dal 1994, anno della visita apostolica di papa Giovanni Paolo II, è stata elevata a santuario di Santa Maria Regina dei Popoli. 

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