P. Clemen, Kunstschutz im Kriege, 1, Berichte: über den Zustand der Kunstdenkmäler auf den verschiedenen Kriegsschauplätzen und über die deutschen und österreichischen Massnahmen zuihrer Erhaltung, Rettung, Erforschung, Leipzig, Seemann, 1919.
Fonte per la ricostruzione delle azioni delle due Kunstshutzgruppen istituite dall'esercito austro-ungarico e tedesco.
Durante l’anno di occupazione dopo la sconfitta di Caporetto (1917-1918), gli eserciti austro-ungarico e tedesco istituiscono due commissioni di protezione del patrimonio artistico (Kunstshutzgruppen) a direzione delle quali vengono posti alcuni tra gli storici dell’arte al tempo più riconosciuti.
L'attività di tutela svolta da tali esperti ha interessato opere mobili, archivi e monumenti lungo tutto il territorio compreso tra Caporetto e la linea del fiume Piave. Da Moriago - nelle provincia di Treviso - proviene ad esempio la pala di Antonio del Sacchis, detto il Pordenone che, rimasta nella parrocchiale anche al momento dell'occupazione, viene trasportata nei depositi istituiti a Udine.
Il lavoro svolto dalla commissione degli esperti storici dell'arte per conto dell'esercito austro-ungarico e dall'esercito tedesco è descritto rispettivamente in:
H. Tietze, Österreichischer Kunstschutz in Italien, in P. Clemen, Kunstschutz im Kriege, 1, Berichte: über den Zustand der Kunstdenkmäler auf den verschiedenen Kriegsschauplätzen und über die deutschen und österreichischen Massnahmen zuihrer Erhaltung, Rettung, Erforschung, Leipzig, Seemann, 1919, pp. 50-70.
W. Mannowsky, Deutscher Kunst- und Denkmalschutz im besetzten Gebiet Italiens, in P. Clemen, Kunstschutz im Kriege, 1, Berichte: über den Zustand der Kunstdenkmäler auf den verschiedenen Kriegsschauplätzen und über die deutschen und österreichischen Massnahmen zu ihrer Erhaltung, Rettung, Erforschung, Leipzig, Seemann, 1919, pp. 39-49.
Di seguito si riportano alcuni esempi dei momumenti e delle opere d'arte che vengono citati come oggetto di tutela da parte delle due Kunstshutzgruppen durante l'anno di occupazione nell'ampio territorio fino al fiume Piave. Tra tutte le informazioni, il testo mette in evidenza particolare i danni che sarebbero stati causati ai monumenti dall'esercito italiano, come per la chiesa di San Francesco a Cividale, gli stalli lignei del Duomo di Spilimbergo o i campanile della Chiesa di Latisana.
Nel caso degli oggetti mobili, per tutte le località, il centro di coordinamento e di raccolta delle opere da mettere in sicurezza erano i due depositi istituiti a Udine, dove vengono portate numerose opere soprattutto appartenenti a privati che si trovavano in condizioni di forte rischio di furto o dispersione.
Tali oggetti a fine conflitto vengono affidati alle autorità italiane che non sempre riescono però ad individuarne i proprietari.
- Affreschi di Amalteo/ Chiesa di Santa Maria dei Battuti
San Vito al Tagliamento
- Campanile/ Duomo
Latisana
- Chiesa di San Daniele profeta
San Daniele
- Chiesa di San Francesco
Cividale
- Compianto di Cristo/ Duomo
Venzone
- Dipinto del Pordenone/ Chiesa di San Leonardo
Moriago
- Stalli lignei/ Duomo
Spilimbergo
Die Piazza Vittorio Emanuele im besetzten Udine/ Piazza Vittorio Emanuele a Udine occupata in H. Tietze, Österreichischer Kunstschutz in Italien, in P. Clemen, Kunstschutz im Kriege, 1, Berichte: über den Zustand der Kunstdenkmäler auf den verschiedenen Kriegsschauplätzen und über die deutschen und österreichischen Massnahmen zuihrer Erhaltung, Rettung, Erforschung, Leipzig, Seemann, 1919, pp. 50-70.