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Progetto di ricerca
Arredi - Tipologie
Denominazione arredo:
Panaria
Materiali:
legno di abete
Descrizione:

La panaria era legata alla panificazione domestica, serviva cioè a impastare i diversi ingredienti, in genere acqua, farina e lievito. Non a caso, infatti, in alcuni inventari udinesi, immediatamente dopo la panaria vengono elencati raschietti in ferro utili a ripulirne la superficie interna dopo l’utilizzo. Per quanto riguarda forma e dimensioni, negli esemplari più antichi - giacché in nessun caso presenta un qualche contenuto - la panaria poteva essere anche un semplice piano in legno (o una conca) sostenuto da gambe per impastare, talvolta dotata di coperchio. Dalla metà del XV secolo, tuttavia, la panaria cambia forma riassumendo sia la funzione di conservazione della farina sia quella dell’impastamento, che avveniva sulla faccia interna del coperchio: per tale motivo, quest’ultimo non era incernierato stabilmente, ma facilmente ribaltabile, spesso soltanto appoggiato. La lievitazione, ultima tappa della panificazione prima della cottura, avveniva nella vintola, una sorta di bassa conca lignea a pianta rettangolare dove le pagnotelle venivano adagiate e coperte da un tessuto leggero. In seguito - verosimilmente già alla fine del XV secolo - i diversi mobili utilizzati per la panificazione (il contenitore per la conservazione della farina, il piano per l’impasto, la conca per la lievitazione prima dell’infornamento) vennero riassunti in un unico arredo: la madia.

Didascalie:

Maestro dei santi Severino e Sossio, Nascita di sant'Eligio di Noyon, c. 1450. La Spezia, Museo Amedeo Lia.