Mobile contenitore verticale per la conservazione di alimenti. Nel caso della carne (fresca, ma anche salata, secca o insaccata), l’armario aveva ampie superfici in tela o, più raramente, in carta, così da poter difendere il contenuto dalla polvere e da possibili aggressioni dovute agli insetti e, al tempo stesso, consentire la circolazione d’aria onde contrastare l’insorgenza di muffe. Analogo dovevano essere gli armaria «a tenendo caseum», più volte ricordati negli inventari, probabilmente con l’aggiunta di una rete metallica per impedire l’ingresso ai roditori. Un’altra tipologia specifica doveva esserci per la conservazione del sale, anche se non vi sono elementi per definirne le caratteristiche. L’armario veniva anche utilizzato per conservare i prodotti in fase di lavorazione o finiti dei laboratorî artigiani, e questo sia per la buona capienza sia, soprattutto, per la facilità di reperimento degli oggetti al suo interno.