Versione ‘cólta’ dell'armario, destinata alla conservazione di materiale librario e per l’esposizione di oggetti e vasellame di pregio. Nel primo caso, i non frequenti esempi registrano le tipologie più diverse, sia in carta che in pergamena: oltre che a volumi, anche registri contabili, documenti, lettere; a volte contenuti in contenitori minuti, in genere scatole di legno o di cartone oppure sacchetti di tessuto o di pelle. Più rari erano gli armari destinati ad accogliere e a esibire oggetti di pregio, normalmente collocati nella ‘sala’ della dimora. Si trattava di arredi raffinati e in cui le portelle erano dotate di intagli a giorno e di grate metalliche a protezione del contenuto.
Giuliano da Maiano & Baccio Pontelli, Studiolo del Duca di Montefeltro, Armario di libri aperto, 1476. Urbino, Palazzo Ducale.