Vano aperto nella muratura, senza chiusure ma dotato di ripiani, può essere considerata come 'arredo' - in quanto contenitore verticale - sebbene sia un elemento fisso in quanto facente parte della struttura architettonica dell'edificio. Era assai comune nella dimora bassomedievale, ove venivano riposti gli oggetti d’uso frequente: il vasellame da cucina e da mensa e gli utensili, i libri - celebri le nicchie per questo scopo nello studiolo del Petrarca nella sua dimora di Arquà - e le armi; ma anche i naturalia e i mirabilia che il collezionista cólto amava contemplare. L’utilizzo delle nicchie durò a lungo, soprattutto nelle cucine. In molti inventari, infatti, molti oggetti anche minuti non risultano collocati in nessun mobile, come se fossero appoggiati sul pavimento o sul davanzale di una finestra. In realtà, erano conservati entro una nicchia che, per essere parte integrante della struttura muraria, non veniva presa in considerazione nella stesura dell’inventario.
Taddeo Gaddi, Affresco con falsa nicchia, 1332-38. Firenze, Santa Croce, Cappella Baroncelli.
Affreschi staccati con trompe-l'œil di nicchie murarie con libri che in origine decoravano le pareti laterali della nicchia (reale) con sul fondo San Girolamo nello studio (Vitale da Bologna,1348-49, Udine, Museo Duomo).