Rispetto alle case dei ceti modesti, la dimora delle famiglie agiate ne differiva per il numero delle camere, per la presenza di apparati decorativi fissi – pareti affrescate o soffitti dipinti – e per l’avere ambienti destinati al soggiorno o al ricevimento. Fra questi spiccava la ‘sala’, destinata alle occasioni importanti. Per i periodi freddi, la casa dei ceti medio-alti poteva disporre di due ambienti la cui nomenclatura deriva dal modo utilizzato per il loro riscaldamento: la ‘stupa’, spesso era assai piccola, e il ‘camino’ o ‘caminata’, più ampio. Soprattutto verso la metà del XIV secolo, quando nei centri urbani si stabiliscono ricche famiglie mercantili e casate castellane, si iniziano a costruire edifici ampî, con corti interne e pertinenze. Tali ‘palazzi’ spesso si inserirono nella preesistente lottizzazione accorpando più lotti, in genere sviluppandosi in quattro livelli fuori terra e uno interrato.