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Lemma

VERDE s.m./ agg.

VERDE s.m./agg.

Definizione E CONTESTI D'USO:
  • Definizione
    1. Colorante di tonalità verde.
  • Contesto

    [1] Siena, Biblioteca Comunale, L XI 41, XIV ex. (sen.), Ricetta 44, pag. 39v.7: Ad fare un altro colore ve(r)de bello: tolle del giallolino (et) un pocho di çaffarano (et) della d(e)cta acq(u)a de' brugnoli, (et) macina i(n)sieme molto b(e)n(e), (et) vedrai che ffarai un bello verde.

  • [2] Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc.), Cap. 36, pag. 171.11: Come ti dimostra i colori naturali e ccome dèi macinare il negro. Capitolo XXXVI Sappi che sono sette colori naturali, cioè quatro proprii di lor natura terrigna, sì ccome negro, rosso, giallo e verde; tre sono i colori naturali ma voglionsi aiutare artifizialmente come bianco; açurre oltremarino, della Magna; giallorino.

  • [3] Lucca, Biblioteca statale, 1286 [ed. 1967], XVI p.q. (tosc.), Ricetta 25, pag. 5.39: A fare colore verdissimo. Recipe limatura di rame parte una, mele parte una ·meçça; e mescola insieme e incorpora con orina tanto che sia bene correcto. Poi togli quella pelle che tu vuoi colorire e polla sopra a un cerchio, e dàlle il colore dal lato della charne; e lasciala seccare all'ombra e il colore passerà dall'altra parte. E sarà perfecto verde.

  • à preparato con l'azzurro della Magna o l'azzurro oltramarino.

    [1] Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc.), Cap. 54, pag. 181.1: Del modo come si fa un verde d'azurro e giallorino. Cap. LIV Verde è un color che ssi fa d'azurro della Magna e giallorino. Questo è buono in muro e in tavola, e ttemperato con rossume d'uuovo. Se vuoi che sia bello più mettivi dentro una poca d'arzica. E ancora è bel colore mettendovi entro l'azurro della Magna, pestando le prùgnole salvatiche e farne agresto, e di quello agresto metterne quattro o sei gocciole sopra il detto azurro; ed è un bel verde. Non vuole vedere aria e per ispazio di tempo quella aqua delle prugnole viene a mancare.

    [2] Ricette tecniche di Leonardo da Vinci [ed. 2020], XV sm. (tosc.), Ricetta 26 [Verde], pag. 52.6: Aççurro oltramarino e giallo di vetro insieme missti fanno v(er)de bellissimo in fresco coè in muro.

    [3] Roma, Bib. Casanatense, 1793/2, 1522 (???), Ricetta 59, pag. 13v.6: A fare il verde. Tolli arzicha e azuro di Mangia e meschola insieme; e se lo vòi fare buio metivi p[i]ù azuro e tenperale con aq(u)a di goma.

  • à preparato con l'indaco.

    [1] Siena, Biblioteca Comunale, L XI 41, XIV ex. (sen.), Ricetta 43, pag. 39v.3: Ad fare colore verde bello: piglia de' brugnioli dele spine (et) pestagli, (et) tolle l'acq(u)a la quale è molto buona p(er) onbrare el verde (et) p(er) profilare, et essendovi dent(r)o messo un poco di indico.

    [2] Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc.), Cap. 53, pag. 180.19: Del modo come si fa un verde d'orpimento e d'indaco. Cap. LIII Verde è un colore el quale si fa d'orpimento le duo parti, e una parte indaco; e triasi bene insieme con acqua chiara. Questo colore è buono a dipignere palvesi e llance, e anche s'adopera a dipignere camere in seco. Non vuole tempera se non colla.

    [3] Bologna, Biblioteca Universitaria, 2861 [ed. 2012], 1440-80 (mediano), Ricetta 91, pag. 85.1: A fare verde. Havve indico e macinalo cum zafaramj asso, e cum uno poco de biacha, e uno poco d'aqua gomata, e cum quella aqua gomata macina le sopradicte cose e virà verde.

    [4] Venezia, Biblioteca Marciana, It. III, 10 [ed. 2010], XVI sm. (camp.), Ricetta 263 [267], pag. 135.12: Se vuoi fare verde. Togli indaco fine et macina; poi tempera con aceto forte et fa' che 'l colore rimangha chiaro nel temperare. Poi tigni la pelle 2 volte ut supra.

  • à preparato col fiore del guado.

    [1] London, British Library, Sloane 416 (24r-126v) [ed. 2016], 1424-1456, Ricetta 19, pag. 26.1: A fare v(er)de sovra zalo. Tòi del vaselo dei ti(n)turi, zoè dela fiore del guado, e de quelo ge ne miti uno puocho de(n)tro: e chusì serà fino v(er)de.

    [2] Bologna, Biblioteca Universitaria, 2861 [ed. 2012], 1440-80 (mediano), Ricetta 101, pag. 90.7:  A ffare verde alio modo. Tolli la fiorata del guato e seccala in polve, poi la stempera cum aqua gomata e cum uno poco d'alumi de rocho e serà bono verde.

  • à preparato col verderame.

    [1] Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2580, 1418-1421 (fior.), Sezione III, Ricetta 128, pag. 180r.12: Ritornando alla matera della sargia che dipinse Lapo Forzerinaio, nella q(u)ale misse tutti a 6 i colori principali, cioè nero, bianco co(n) l'agresto p(er)  stingnere, misse il rosso col verzino, l'azurro coll'indacho, il verde col verderame, ma il rosso bollì i(n)n aq(u)a, che andava meglio bollito i(n)n aceto bianco.

    [2] Ferrara, Biblioteca Ariostea, Antonelli 861 [ed. 1993], XV m. (fer.), Ricetta 69, pag. 78.25: A temperare lo minio. E fare verde. Nota che lo minio se macina cum l'orina. Et lo verde si se fa cum le foglie degli bisegli, cioè cum lo sugo di esse foglie e cum lo verderamo, e si se vole ponere dentro de l'aglio cum la scorza e si s'adopera così senza altra tempera, e quando fusse secho e volestelo operare, ponelo a mollo nell'aceto, et poi ch'el vòi operare, gitta via l'aceto e lavora.

    [3] Bologna, Biblioteca Universitaria, 2861 [ed. 2012], 1440-80 (mediano), Ricetta 102, pag. 91.1: A ffare verde. Havve verderamo e macinalo cum forte aceto molto ben subtilj. Tolli el ditto verderamo cum lo aceto macinato e metilo in uno matone novo el quale habia una concava in mezo e lassalo stare tanto che la humidità e lo aceto sia andata via, cioè che lo matone habia bevuto quella humidità; e così continua 4 o 5 volte, e omne volta reintride el dito verderame cum novo aceto fortissimo; e questa se chiama la purgatione de lo verderamo, e anco se fa la dita purgatione cum lo ranno facto de cenere recotta al modo de sopra. Poi tolli de lo dito verderamo depurgato, mistalo cum uno poco de biaccha, overo uno poco de oro piumento, e distemperalo cum aqua gomata, e virà bello verde e bono.

    [4] Firenze, BNC, Palatino 796/2, XVI (tosc.), Ricetta 232, pag. 42r.12: R(icetta) d'u· bel v(er)de. Togli v(er)derame e sugo di gigli, e colalo e lasalo posare; e qua(n)do è posato gieta via q(ue)lla aqua che farà di sop(r)a. Di poi mascina el v(er)de co(n) q(ue)sto sugo ed è factto. È meglio e p(er) panni e p(er) tavole e i(n) muro che i(n) lib(r)i. E quando tu pesti e gigli, pesta con essi un capo d'aglio e non besognerà altra tenpera.

  • à preparato con lo spincervino.

    [1] Bologna, Biblioteca Universitaria, 2861 [ed. 2012], 1440-80 (mediano), Ricetta 90, pag. 84.5: A fare verde bono cum spingerbino. Reccipe granelli de spino gerbino quando sonno ben mature, e metili in uno vaso de vetrio e amaccali bene cum le mano, e metili al sole e lassali stare tanto che leve suso li grappi e quelle venacie. Poi li cola e premili bene e gieta via quella venada e grappi; e se lo dicto sugo fosse una libra, metice doi quatrini d'alumj de rocho spolverizato, poi lo pone al sole in vaso de vetrio ben serrato e lassalo stare 3 o 4 dì, e omni dì lo mistica 3 o 4 volte molto bene atorno e per spatio de tempo. Se secasse, distempralo cum ranno da capo chiaro cum uno poco de gomma.

    [2] Ferrara, Biblioteca Ariostea, Cl. II 147 [ed. 1992], XVI sm. (fer.), Ricetta 84, pag. 78.5: A far uno verde. Recipe granelle di spincirvino, che siano negre e ben mature, et poni in aqua fatta ut infra. Recipe aqua chiara e ponili dentro questi, tanto che avanzino l'aqua, poni dentro uno poco di lume di roza parti 3, di poi cola bene. Nota che se non sono bene maturj fanno l'aqua zala, la qual poi si tempera cum aqua gomata e lasciala stare in molle per miza hora, e sono bolli[ti] tutti doj questi grani sono bonj a mizo agosto.

  • à usato nella miniatura o nella preparazione di inchiostri.

    [1] Brescia, Bib. Queriniana, A VI 5 (76r-109r), XV m. (lomb./ven.), Ricetta 18, pag. 79r.1: A far verde fin toi verderamo e masnalo co(n) l'axeo, e mitige un pocho de sofran, e te(m)pra el dito colore co(n) lo chiaro delo ovo ben rocto q(ua)n(do) tu vòi met(er)e in libro.

    [2] Fermo, Biblioteca comunale, 99 [ed. 2008], 1471 (mediano), Ricetta 4, pag. 57.23: Verde. Per fare verde per libri, overo panno, overo tabula, macena lo verderame con succo de giglio cioè de le fronde in bona quantità et mozale bene et poi le pista fortissimamente et mettece ad pistare colle dicte foglie uno capo d'aglio peroché serrà sua tempera, et poi spreme tucte queste foglie piste et tra' fora quel succo et poi lo [...]sare et quella acquarella [...] de sopra getta [...] et con [...] remane macina el verderame et non le temperare più peroché l'aglio è sua tempera.

    [3] Roma, Bib. Casanatense, 1793/3, 1522 (???), Ricetta 71, pag. 16v.5: A fare verde p(er) iscrivere e miniare. Gigli pagonazi e togli solo le foglie, pestale e cavane el sugho. E sappi ch(e) el sugho ène di colore pagonazo, mettendovi u(n) poco d'alume di rocho, coé i(n) uno bichier(e) di sugho qua(n)to u(n)a castagnia d'alume bene ispolverezato, dove(n)ta azurro. Poi piglia pezze di pannolino e mettila a inborsare i(n) decto sugho molto bene. Poi lasciala alla merigia e come sarà ascutta inborsala molto bene u(n)a altra volta, aciò pigli meglio il colore e medesimame(n)te lasciala ascugare alla merigia.

    [4] Ferrara, Biblioteca Ariostea, Cl. II 147 [ed. 1992], XVI sm. (fer.), Ricetta 38, pag. 68.19: A far bel verde per scrivere. Recipe melle libra 1, e aceto fino et incorpora bene insieme et mettilo in un bocale di vetro, poi li metti once 2 di limatura di ramo e incorpora bene insieme, poi ottura lo bocale e metti[lo] in letame cavallino e lascialo stare 12 dì, e poi lo cava fuori e troverai verde fino, ma tienlo bene otturato et riposto, e usalo quando voi.

     

  • à usato nella pittura.

    [1] Firenze, BNC, Nuove Accessioni 1497, XV s.m./XVI p.m. (tosc.), Ricetta 23, pag. 14r.22: A fare verde buono da dipignere. Togli verderame (e) rutta (e) acietto e macina insieme ogni chossa insieme (e) sarà buonno.

    [2] Milano, Secreti [...] Alessio Piemontese (CNCE 29195), 1559 (???), Ricetta 143, pag. 37r.9: A far verde bello. Piglia fogli di gigli celesti (et) cavane il suco, (et) mettivi dentro un poco d'alume di rocca pesto e verrà più chiaro; (et) attuffaci dentro le pezzette più volte, e poi falle asciugar all'ombra. Ma se le vorrai far di color sanguigno, farai il color di grana, (et) bagnavi dentro le pezzuole. Et se le vorrai azurre, piglia fior di lino over gigli celesti, e farai come è detto di sopra. E quando vorrai cavare il color di alcuna pezzetta, habbia un poco d'acqua gommata, e bagna un poco la pezza e premila bene, che haverai colore quanto vorrai, (et) adopralo col pennello a tuo piacere.

  • à usato in vetreria.

    [1] Assisi, Biblioteca S. Convento, 692 [ed. 2025], XV pm. (???), Ricetta 3, pag. 1r.27: Se tu volessi fare istorie et tu le vestissi una de biffo et una de rosso o de laccha, fa' semp(re), nel meço de q(ue)sti <colori> colori, una vestita de bia(n)cho o de çallo p(er)ch(é), si mecterai i(n)fra rosso o verde o lacca o bifo sempre nel meçço <una> una figura çalla o bia(n)cha, ti farà relevare l'altre figure p(er) ragione n(atur)ale.

    [2] London, British Library, Sloane 416 (1r-23v; 127r-185v) [ed. 1991], Ricetta 11 [909], pag. 242.7: A fare el verde de Saracinia suxo el vedro. Tòi una libra de fina trementina biancha, e oz. III de mastexe biancho s'el è de inverno, ma s'el è de estate basta oz. II bene lavato et asuto al'ora e non al caldo, e oz. 1/2 de cira nova, e quarto uno de cira biancha, e miti ogni cossa insieme in una pignatela nova bene invedriata, e fa' bolire le predicte cosse al fuoco de carboni temperatamente, sempre mesedando como una bacheta monda e neta, tanto che più non stridi in la pignatela, e poi tuola dal foco e colala in una altra pignatela invedriata, açoché no li romagna steco né legno né brotura alcuna. E poi lasala alquanto sorare; che non buglia ma bene vole esser caldissima.

  • à usato nella colorazione di pelli e tessuti.

    [1] Yale, University Library, Beinecke 985 [ed. 2013], 1450-1460 (emil.), Ricetta 54, pag. 16v.32: Far(e) pelle verde di spino zevirino. Cap(itol)o 44. Togli le coccule de spine zivirine et pestale b(e)n(e) et poi premut(e) mitti el sugo in uno paiolo, poi togli adrentanto vino et fa' bollir(e) p(er) metada et tra'ne in uno vaso quanto vòi et mittivi tanto ra(n)no q(uan)to è q(ue)llo ch(e) n'ài tracto et dui libre dipoi indaco macinato et mittila in quillo bagno del vaso ch(e) n'ài tracto et dipoi tigni.

    [2] Bologna, Biblioteca Universitaria, 2861 [ed. 2012], 1440-80 (mediano), Ricetta 362, pag. 264.1: A tegnar sirico verde, o refe. Prima fa lo sirico giallo cum panicella como è di sopra dicto de lo sirico giallo, poi tolli una libra de sirico, once 4 de indico e metilo in uno caldareto cum poca aqua a bullire per meza hora o manco. Poi tola dal foco e coprila per mezo dì cum uno panno; e se l'indico non fusse desfato, atritalo cum li deta in la dicta aqua e lassa reschiarare; poi sepera l'aqua chiara da le fece, poi mete la dicta aqua in uno vaso che sia bono da tingiate; e quando tu vole legnare, tolli la dicta aqua indicata e metila a scaldare. Havi, poi che è calda una zuppa como uno ovo de calcina viva, e meza libra de mele per libra de indico, e poi mecti in la dicta aqua la terza parte de quella calcina, e quando serà più calda, mecti l'altra terza parte, e quando serà per bollire metice l'altra vanza, e alora remove la dicta aqua dal foco, perché, se bollisse, usciria fora del caldaro; e mecti la dicta bullitione in uno vaso e stia bene coperta ad modo d'uno stufo; e quando serà tanto fredda che tu ce possce patere la mano, pianamente mectice lo dicto sirico giallo e bagnato in nel aqua chiara prima, e ben spremuto.

    [3] Venezia, Plichto de l'arte de' tentori (CNCE 66899), 1540 (ven.), Ricetta 154, pag. 57.38: A tenger seda in color verde. Prima si vuole alluminar come si fa la negra e di grana, e poi piglia lire due d'herba gualda, cioè una herba che nasce a Bologna, che è simile a la corniola, per ogni lira di seda, et fàla boglir un'hora e meza. Et come l'ha' boglito, torrai quello brodo in uno mastello et torrai la tua seda fuora de l'aluminada, et strucchela con la mano ben forte; et poi la menane la ditta acqua tanto che l'habbi il color a tuo modo. Et come hai dato il giallo mena la seda per la caldara et cavala fuora. Et sappi che la seda è più gialla over verde chiara: et quando l'è manco, mena la ditta seda per la caldara co(n) la fior de endego; et quando l'è più gialla il color viene più verde scuro, et come l'è manco gialo, il color viene più aperto et manco cargo; et lavala et destendila al sole.

    [4] Milano, Secreti [...] Alessio Piemontese (CNCE 29195), 1559 (???), Ricetta 11, pag. 101r.9: Altro modo di tingere pelli in verde. La pelle sia unta (et) lavata bene, (et) torta (et) distesa, come di sopra. Poi habbiate i pomelli di spincervino maturi, et peslateli et fateli bollir con acqua d'allume di rocca, et con questa dale colore alla pelle fino a due mani. Poi asciugatela, (et) datele una mano di giallo fatto di spincervino cotto co(n) acqua et allume, (et) un poco di zaffrane (et) farà un verde molto bello.

  • à usato nella preparazione di altri colori.

    [1] Firenze, BNC, Palatino 796/1, XV-XVI (tosc.), Ricetta 45, pag. 7r.12:  A ffare v(er)miglio. Tolle scotano, (et) talglia minuto (et) fa' bullire in <aceto> lisìa, (et) poi gitta in colore verde messticato co(n) aceto (et) li messtica ciò ch(e) tu vòi.

  • à usato per la colorazione di altri materiali.

    [1] Bologna, Biblioteca Universitaria, 2861 [ed. 2012], 1440-80 (mediano), Ricetta 87, pag. 83.1: A fare verde da dipengiare in gesso. Tolli oncie 5 de forte aceto bianco, poi tolli batitura de ramo, vitriolo romano ana e uno poco d'alumi de rocho e macina omne cosa insiemi e lassalo secare; e quando tu lo voraj operare, stempralo cum aqua gomata e serà bono verde.

    [2] Bologna, Biblioteca Universitaria, 2861 [ed. 2012], 1440-80 (mediano), Ricetta 377, pag. 271.10: A tegnare ossa in verde. Tolli l'osso bene pollito e metilo in uno vaso pieno de ranno, e de lacte de capra, e de verderamo ben subtili, e copri bene lo ditto vaso, e mettilo socto lo litame per spatio de X dì, e serà facto verde dentro e de fora.

    [3] Lucca, Biblioteca statale, 1286 [ed. 1967], XVI p.q. (tosc.), Ricetta 20, pag. 4.32: Charta verde. A fare charta verde, recipe una pelle biancha quando è instesa in sul cerchio. Poi distempera once .iiij. di sale armoniachale con orina di fanciullo et once .iiij. di limatura di bronço. E mescola insieme e dàgli questo colore dalla parte rovescia e mesta bene tanto che sia verde, poi lasciala seccare. E è fatta benissimo.

    [4] Modena, Biblioteca Estense, Campori gamma.R.5.17, XVI (tosc.), Ricetta 890 [935], pag. 160.16: A tigner(e) in verde penne d'ogni uccello. Metti dell'aceto forte in un vaso di vetro o di terra invetriata, e poi vi metti molta limatura d'ottone o rame, vetriuolo rom(ano) allume di roccha e verderame, mescola ogni cosa insieme e fa' bollire con detto aceto, e lascia star così per alquanti dì e farà buona tintura. E poi q(ua)n(do) vuoi tigner(e), mettivi dre(n)to le penne e fa' bollire asciugandole poi al sole.

    [5] Venezia, Plichto de l'arte de' tentori (CNCE 66899), 1540 (ven.), Ricetta 67, pag. 23.37: A far una tenta che tenze ogni cosa verde. R(ecipe) aceto rosso et mettilo in un vaso invedriato, et mettivi assai limadura de rame over laton, et vitriol romano, e lume de roca et verderame, e lassa star tutte queste cose per alquanti dì sapiate che bisogna far boglir ditte cose ava(n)ti che le lassate ripossar niente. Et q(ue)sta farà finissima tentura, et come vorrai tenger alcune cose, fàle boglir nella ditta tentura, et sarà belissimo.

  • à loc. verde chiaro.

    [1] Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2580, 1418-1421 (fior.), Sezione III, Ricetta 31, pag. 152r.19: It(em), dice che a voler fare un verde chiaro bellissimo che q(ua)n(do) il bagno dell'erba bolle, che dice è i(n)n un dì, q(u)egli bagni circha un cognio d'acqua, che ttu tolgha uno terziere di q(uest)a aqua dell'allume della feccia chiarito.

    [2] Bologna, Biblioteca Universitaria, 2861 [ed. 2012], 1440-80 (mediano), Ricetta 93, pag. 86.1: A fare verde chiaro per miniare, optimo. Recipe li gilgli azurrini scuri e pistali bene e tranni lo sugo. Poi tolli alumj de rocho disoluto in aqua, e in questa aqua alumata ce bagna le peze bianche de tovaglie doi o 3 volte, e omne volta le asciuga a l'ombra. Poi bagna la dita peza in lo dicto sugo 6 o 7 voltem e omne volta la pone a sciugare a l'ombra molto bene, e poi la conserva in bossola ben serata a ciò non vegha l'ayere. Et quando la voraj operare, tolli uno poco di quella peza e metila a mollo in aqua gomata in una coccia, tanto che stia coperta da la dita aqua, e lassa stare per spatio d'una nocte, e poi la preme molto bene, e rimenala in la cocia a ciò lo colore escha fora. E se te piace, per farlo più lustro la poi porre a molle in chiara d'ovo preparata; e usalo per miniare o fare fogliame in carta.

    [3] Como, Biblioteca Comunale, 4.41 [ed. 1970], XV sm. (venez.), Ricetta 68, pag. 97.1: [Verdi chiari] Notta che se fa de tre man verdi chiari un poco chiaro de l'altro, i qual per cognoser l'un da l'alttro sì è questo nome: el primo sì è nome festechin che è el piui chiaro, et questo se fa de guado alatado; el secondo piui scuro se chiama smeraldin, el qual se fa de guado alazado; el terzo piui scuretto se chiama verde chiaro, el qual se fa de guado de uno turchin avertto. Tu che qui lezerai poi intender mo, per questa scritura che ò scritto, zò che vol dir ogni color et zò che ge se fa d'esi, et a che modo tu poi saper quantti pani fa una tina.

  • à loc. verde scuro.

    [1] Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc.), Cap. 78, pag. 200.15: A colorire un vestire in fresco cangiante di cignerognolo. Cap. LXXVIII Se vuoi far cangiante in fresco tolli bianco sangiovanni e nnegro e ffa un colore di varo che ssi chiama cignerognolo. Campeggialo, biancheggialo, qual vuoi di giallorino e qual di bianco sangiovanni. Dà gli scuri o vuoi di nero o vuoi di biffo o vuoi di verde scuro.

    [2] London, British Library, Sloane 416 (24r-126v) [ed. 2016], 1424-1456, Ricetta 874-882, pag. 104.20: [877] Orpimento parte 3 e la quarta parte de endego, mescholado i(n)seme, farà cholore verde. Endego parte 3 e la quarta parte orpimento, mescholado i(n)seme, farà chollore v(er)de schuro.

    [3] Bologna, Biblioteca Universitaria, 2861 [ed. 2012], 1440-80 (mediano), Ricetta 108, pag. 94.6: A ffar uno verde scurissimo probata. Havvi indico e macinalo ben sotili, poi incorporalo cum uno poco de lo sopraditto giallo ed è facto, e distemparalo cum chiara o aqua gomata.

  • à loc. verde ispanico.

    [] Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2580, 1418-1421 (fior.), Sezione III, Ricetta 129, pag. 180v.18: Fatto q(uest)o, togliemo chiara d'uova rotta colla granatuzza, col lattificcio, co(n) altrettanta aq(u)a chiara dirotta e rimescholata co(n) la spugna, e premuta la spugna la freghamo i(n) su q(u)egli colori che ispolverezavano, e l'indacho pareva un p(er)fetto azurro, e il verde un p(er)fetto colore di sanbuchato più bello che ll'indacho e orpime(n)to o i(n)daco o erba gualda o erba o fior di guado i(n) caldaia, ma tutto rasembrato al verde spanico o, p(er) darlo meglio a i(n)tendere, propio pareva el v(er)de azurro naturale che s'usa a Vinegia.

  • à loc. verde turchesco.

    [1] Venezia, Biblioteca Marciana, It. III, 10 [ed. 2010], XVI sm. (camp.), Ricetta 269 [273], pag. 136.14: Item colore verde turchescho bellissimo et presto sopra una pelle. Togli limatura di rame libre una, verde libre 1/2. Mescola insieme et incorpora con l'orina, tanto che sia bene corrente. Poi poni la pelle sopra un cerchio et dagli questa mistura dal lato della carne, et seccha a l'ombra, et passerà da l'altro lato, et sarà bello.

  • à loc. verde perso.

    [1] Padova, Biblioteca universitaria, 992 [ed. 1849], XVI u.v. (ven.), Ricetta 33, pag. 658.23: Verde perso. Si fa con verderame, indico, e terra d'ombra, e si perde assai più aggiungendovi il negro. Mischie dell'indico.

  • Definizione

    2. Colore primario tra il giallo e l'azzurro.

  • Contesto

    [1] Siena, Biblioteca Comunale, L XI 41, XIV ex. (sen.), Ricetta 31, pag. 39r.12: Se vuoi onbrare el verde: vuolsi onbrare co(n) l'onbra del verçino.

  • [2] Venezia, Plichto hto de l'arte de' tentori (CNCE 66899), 1540 (ven.), Sonetto, pag. 2.5: Uopo sia che i lettor sian sodisfatti de l'opra che a viventi è sì opportuna. Distinto è il perso, giallo e come inbruna il colorir morelli et gli sbiadati, il verde, gli turchini et gli scarlati, e quai portan l'insegna di fortuna de velluti, damaschi et di qual'una maniera si può dir d'arte dottati.

  • Definizione

    2. Agg. Di colore verde.

  • Contesto

    [1] Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2580, 1418-1421 (fior.), Sezione III, Ricetta 98, pag. 169r.1: E sappi che ogni colore che metti i(n) sulle sargie da sanbuchato et rancio, i(n) fuori i(n) sulle sargie gialle, è di sop(er)chio e paiono altri pan(n)i dipinti o tessuti (e) no(n) sargie. Ma sopra tutto, il colore nero istà b(e)n(e) i(n) sargie gialle, verdi, azurre, rosse, cotognine, o smeraldine, o turchine, o bianche.

  • [2] London, British Library, Sloane 416 (24r-126v) [ed. 2016], 1424-1456, Ricetta 632, pag. 72.40: A fare çira verde. To' çira nova l(i)br(a) J, e taiala menuta, e mitela i(n) una chaçola al fogo picolo. E lasala be(ne) desfare, e posa mitege dentro o(n)z(e) 2 de trementina. Et posa tola dal fogo, e mitege dentro meza o(n)z(a) de verderamo, spolverezato setille, a pocho a pocho. Rechordate, quando tu miti el verderamo, de torla dal fogo.

  • [3] Modena, Biblioteca Estense, Campori gamma.S.6.3, XV (emil.), Ricette 390-398, pag. 33r.5: [391] Anchora (con)tra ogna ferita. Tolli folli de cauli rossi una libra e una libra de follie de decanna e una de caneva verda e una libra de radice de rubia de tentori, tute queste cosse mestica tute cum bon vino biancho e dane bevere a quello ch'è ferito do volti el dì quanto staria in gusso d'ovo e su la piaga metti de la folia de caulo rosso.

0.1 Lista forme:

verd', verda, verdde, verde, verdissimo, verdo.

0.2 Nota etimologica:

Lat. viridis.

0.3 Attestazioni:

prima attestazione: Proverbia que dicuntur, XIII pi.di. (ven.)
prima attestazione in ARDIRE: Siena, Biblioteca Comunale, L XI 41, XIV ex. (sen.)

8     Siena, Biblioteca Comunale, L XI 41, XIV ex. (sen.)
51     Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2580, 1418-1421 (fior.)
1     Avignon, Arch. Vaucluse, 1 F 54 [ed. 2016], XIV ex./XV p.q. (fior.)
64     Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc.)
7     Assisi, Biblioteca S. Convento, 692 [ed. 2025], XV pm. (???)
2     Ferrara, Biblioteca Ariostea, Antonelli 861 [ed. 1993], XV m. (fer.)
3     Brescia, Bib. Queriniana, A VI 5 (76r-109r), XV m. (lomb./ven.)
9     London, British Library, Sloane 416 (1r-23v; 127r-185v) [ed. 1991]
30     London, British Library, Sloane 416 (24r-126v) [ed. 2016], 1424-1456
12     Yale, University Library, Beinecke 985 [ed. 2013], 1450-1460 (emil.)            
2     Siena, Biblioteca Comunale, I II 19 [ed. 2024], 1462 (sen.)
10     Fermo, Biblioteca comunale, 99 [ed. 2008], 1471 (mediano)
73     Bologna, Biblioteca Universitaria, 2861 [ed. 2012], 1440-80 (mediano)
1     Modena, Biblioteca Estense, Campori gam.O.6.15 [ed. 2020], 1485 (mod.)
17     Paris, BNF, Italien 942, XV (???)
32     Modena, Biblioteca Estense, Campori gamma.S.6.3, XV (emil.)
17     Ricette tecniche di Leonardo da Vinci [ed. 2020], XV sm. (tosc.)
39     Como, Biblioteca Comunale, 4.41 [ed. 1970], XV sm. (venez.)
33     London, Wellcome Library, 425, 1504 (fior.)
9     Firenze, BNC, Palatino 796/1, XV-XVI (tosc.)
13     Firenze, BNC, Palatino 941, XVI in. (ven.)
4     Roma, Bib. Casanatense, 1793/2, 1522 (???)
3     Roma, Bib. Casanatense, 1793/3, 1522 (???)
2     Roma, Bib. Casanatense, 1793/1, 1522 (???)
9     Lucca, Biblioteca statale, 1286 [ed. 1967], XVI p.q. (tosc.)
63     Venezia, Plichto de l'arte de' tentori (CNCE 66899), 1540 (ven.)
3     Firenze, BNC, Nuove Accessioni 1497, XV s.m./XVI p.m. (tosc.)
3     Arezzo, Biblioteca comunale, 232 [ed. 1977-1978], XVI p.m. (tosc.)
5     Lodi, Biblioteca Comunale, XXI B 32, XVI s.q. (ven.)
36     Milano, Secreti [...] Alessio Piemontese (CNCE 29195), 1559 (???)
4     Modena, Biblioteca Estense, Campori gamma.R.5.17 (mar.), XVI (tosc.)
53     Modena, Biblioteca Estense, Campori gamma.R.5.17, XVI (tosc.)
9     Firenze, BNC, Palatino 796/2, XVI (tosc.)
60     Ferrara, Biblioteca Ariostea, Cl. II 147 [ed. 1992], XVI sm. (fer.)
35     Venezia, Biblioteca Marciana, It. III, 10 [ed. 2010], XVI sm. (camp.)
54     Padova, Biblioteca universitaria, 992 [ed. 1849], XVI u.v. (ven.)
88     Yale, University Library, Beinecke 372, 1620 (mediano)

 

0.5 Corrispondenze:
  • Note

    Vocabolari: TLIOAccademia della CruscaTommaseo-Bellini, GDLI (pt. 1, pt. 2)

    Banche dati: Corpus OVI, ATIRLexArt, Le parole dell'arte, E-Leo

    Attestazioni:

    Vasari, Introduzione alle tre arti del disegno. Pittura, 1550: E questo si può fare su tutti i colori, ma il giallo meglio riesce sul bianco che in altri colori, su lo azzurro a campirlo divien verde nel cuocerlo, perché il giallo e lo az[z]urro mescolati fanno color verde. (Le parole dell'arte)

    Baldinucci, Vocabolario toscano dell’arte del disegno, 1681: Altri sono stati di parere, che i principali sieno sette, cioè il bianco, il nero, il giallo, il rosso, il verde, la porpora, e l 'azzurro, chiamando mezzani tutti gli altri, come che da questi derivino. (Le parole dell'arte)