VERDACCIO s.m.
VERDACCIO s.m.
- Definizione
1. Miscela variabile di pigmenti con effetto cromatico bruno-verdastro.
- Contesto
[1] Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc.), cap. 67, pag 192, riga 1: Togli quanto una fava d'ocria schura, che sono di due ragioni, ocrie chiare e schure; e sse non n'ài della schura, togli della chiara, macinata bene; mettila nel detto tuo vasellino; togli un pocho di nero, quanto fosse una lenta, mescola con la detta ocria; tolli un pocho di bianco sangiovanni, quanto una terza fava; tolli quanto una punta di coltellino di cinabrese chiara, meschola con li predetti colori, tutti insieme per ragioni e ffa' il detto colore corrente e lliquido con acqua chiara, senza tempera. [...] E va col tuo pennello, a poco a poco, squasi asciutto di questo colore che ssi chiama a Firenze ' verdaccio ', a Siena 'bazzeo'.
à usato per l'incarnato.
[1] Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc.), Cap. 67, pag 192, riga 21: Alcun campeggia il volto d'incarnazione prima, poi vanno ritrovando con un poco di verdaccio e incarnazione, toccandolo con alcuno bianchetto; e riman fatto questo è un modo di quelli che sanno poco dell'arte. Ma ttieni questo modo di ciò che tti dimosterrò del colorire, peroché Giotto, il gran maestro, tenea così.
à usato per ombreggiare un corpo morto.
[1] Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc .), Cap. 148, pag 238, riga 1: E per lo usato modo, col medesimo verdaccio, aombra e non dare rossetta alcuna, che 'l morto nonn ha nullo colore. Ma ttogli un poco d'ocria chiara e digrada da questi tre grada d'incarnazion pur con biaca e, ttemperati a modo usati, daendo di questi tali incarnazioni catuna nel luogo suo, sfummando bene l'una con l'altra, sì in nel viso sì per lo corpo.
à usato per dipingere elementi del paesaggio.
[1] Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc .), Cap. 150, pag 238, riga 24: […] fa i pesci aombrando con questo verdaccio pur sempre l'ombre in su dossi, avisandoti che ' pesci, generalmente ogni animale inrazionale, vuole avere il suo scuro di sopra e llume di sotto. Poi quando hai aombrato di verdaccio biancheggia di sotto di bianco sangiovanni in muro o in tavola con biacca e va faccende sopra i pesci alcuna ombra del medesimo verdaccio e per tutto il campo.
[2] Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc.), Cap. 87, pag 203, riga 16: Come si dè colorire i casamenti in fresco. Cap. LXXXVII Se vuoi fare casamenti, pigliali nel tuo disegno nella grandeza che vuoi e abatti le fila. Poi campeggiali con verdaccio e con verdeterra o in fresco o in secco che sia ben liquido.
[3] Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc .), Cap. 85, pag 202, riga 20: Del modo del colorire una montagna in fresco o in secco. Cap. LXXXV Se vuoi fare montagne in fresco e in secco fa un colore verdaccio di negro una parte, d'ocria le due parti. Digrada i colori in fresco di bianco, senza tempere; e in secco con biacca e con tempera; e da' lor quella ragione che dai a una figura di scuro o di rilievo.
verdacci, verdaccio, verdazo.
Der. da verde.
prima attestazione: Doc. fior., 1359. (TLIO)
prima attestazione nel corpus ARDIRE: Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc.)
| 19 | Cennini, Libro dell'arte [ed. 2019], 1396-1437 (tosc.) |
| 7 | Como, Biblioteca Comunale, 4.41 [ed. 1970], XV sm. (venez.) |
- Note
Vocabolari: TLIO, Vocabolario della Crusca, Tommaseo-Bellini, GDLI
Banche dati: Corpus OVI, Le parole dell'arte, E-Leo, ATIR, LexArt.